È già in vigore il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il settore Terziario, sottoscritto dalla UAI in collaborazione con CONFSAL.
Questo accordo non rappresenta una semplice norma amministrativa, ma un vero e proprio manifesto per un nuovo modello di relazioni sindacali che mette al centro la qualità del lavoro e la competitività delle imprese.
Il testo introduce novità sostanziali che rispondono alle sfide moderne del mercato, strutturandosi su quattro assi fondamentali:
Valorizzazione del Merito e della Formazione: per la prima volta, viene introdotta un’indennità di qualificazione specifica per i lavoratori che possiedono titoli di studio superiori al proprio livello di inquadramento. Un segnale forte per dire che la formazione va premiata.
Flessibilità e Work-Life Balance: Gestire i picchi di lavoro è necessario, ma senza sacrificare la vita privata. Strumenti come la Banca Solidale e il riconoscimento del Diritto alla Disconnessione nel lavoro agile garantiscono un equilibrio sano tra produttività e tempo libero.
La Frontiera Digitale (IA): Questo è il primo contratto a regolamentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nel settore. L’obiettivo non è sostituire l’uomo, ma utilizzare la tecnologia per aumentare la sicurezza e l’efficienza operativa.
Sicurezza e Figura del Preposto: Viene dato un valore centrale alla sicurezza sul lavoro elevando il ruolo del preposto. Per lui è prevista una formazione rigorosa (solo in presenza), un emolumento economico specifico e una copertura assicurativa per la tutela legale e civile.
La Forza della Bilateralità: Il cuore pulsante di questa riforma è l’ente bilaterale EBIP. Non più solo un ente di raccolta contributi, ma un partner strategico per le aziende. Attraverso l’EBIP, il CCNL garantisce
welfare aziendale, assistenza sanitaria integrativa e sostegno concreto alle famiglie.
Politiche Attive: Un sistema di “preavviso attivo” per ricollocare il lavoratore in caso di crisi, prima ancora che il rapporto si interrompa.
Formazione Continua: Piani di alta qualità per l’apprendistato e la riqualificazione professionale.
“Con questo contratto – spiega Francesco Michele Abballe, Presidente della UAAT, Unione Artigianato Artistico e Tradizionale – dimostriamo che è possibile coniugare produttività e dignità. L’obiettivo è creare un ecosistema dove l’impresa possa espandersi in un contesto di solidarietà e protezione per chi vi lavora”.



